INTERROGARE L’ISLAM, 1501 domande da porre ai musulmani


Una delle più grandi sfide che la Chiesa di oggi deve affrontare è convincere i musulmani che l’islam li porta all’inferno e che coloro che si dissociano dagli atti immorali commessi in nome di Allah hanno tutto da guadagnare a diventare cattolici. Spetta ai cristiani denunciare i pregiudizi, le menzogne e le calunnie anticristiane che l’islam osa proferire per giustificare la propria esistenza tramite la sua opposizione ad essi, opposizione che è altrettanto ridicola quanto false sono le sue accuse. Gesù ha predetto che dopo di Lui sarebbero venuti dei falsi profeti e anticristi di ogni sorta (Mt 24.4,11,24, Gal 1.8-9; 1 Gv 2.22-24; 4.2-4, Gd 1.3), e l’islam, che pretende di dare al mondo quella salvezza che solamente il Messia, morto e risorto, ci ha ottenuto a prezzo del Suo sacrificio (Ebr 9.26; 10.10), è tra questi uno dei peggiori. Chi dovrebbero attendere, i cristiani, dopo aver accolto Dio stesso, venuto a donarSi a loro in Gesù, il Messia? Chi può venire DOPO il Cristo (Gv 14.6; Corano 6.73; 16.40), se non l’Anticristo?                                                                                                interrogare_lislam_1501_domande_da_porre_ai_musulmani

Anche se oggi, a causa di un modo di intendere pervertito, tanto banale quanto gravemente colpevole, il rispetto della libertà religiosa porta i cristiani e il loro clero a non voler convertire, resta comunque il fatto che la salvezza dei musulmani, ma anche quella dei cristiani (Mc 4.25; Rom 10.9-10), e la pace nel mondo dipendono dalla testimonianza resa alla Verità (Mt 5.15,12.30,28.20; Gv 18.37). Dal dialogo interreligioso tra cristiani e musulmani dipende in gran parte il nostro futuro, come ci ha avvertito Benedetto XVI (Colonia, 20.08.2005). Risuona perciò con sempre maggiore urgenza l’appello lanciato da san Giovanni Paolo II: «È necessario  ― diceva ― preparare adeguatamente i cristiani che vivono a quotidiano contatto con i musulmani [e chi non si riconosce oggi, poco o tanto, in tale situazione?] a conoscere in modo obiettivo l’Islam [in altri termini: la conoscenza dell’islam non sempre è obiettiva… ] e a sapersi confrontarecon esso» (Ecclesia in Europa, n. 57). Confrontarsi con l’islam? Il confronto al quale il Papa esortava i cristiani a prepararsi esige da parte loro non solamente di conoscere bene l’islam, ma soprattutto di conoscere bene se stessi… È dunque ad una riappropriazione della loro identità che i cristiani sono chiamati, in questi tempi di indifferentismo e di apostasia generalizzati, denunciati in quella medesima Esortazione apostolica (ibid. n.9).
Per aiutarvi a rispondere a questa missione, ogni giorno più imperiosa, ho scritto questo libro, che, due anni dopo la sua pubblicazione, è già alla terza edizione. In esso troverete non solo presentati numerosi elementi informativi riguardanti l’islam, ma anche esposta, in confronto e per contrasto, la coerenza della Fede cristiana. Il sottotitolo «1501 domande da porre ai musulmani» esprime lo scopo di questo libro, che è quello di guidare i musulmani a riflettere sulle motivazioni che hanno per essere musulmani. Allah stesso, del resto, chiede loro: «Interroga coloro che già prima recitavano le Scritture» (Corano 10.94; 21.7), ed è sempre lui ad affermare che verranno salvati coloro che seguono Gesù, non già coloro che seguono Maometto (Corano 3.55)…

Ringrazio di cuore il signor Bernard Dumont, direttore della rivista Catholica, per aver scritto riguardo al mio libro «Questo libro deve essere considerato come un manuale estremamente utile per la (ri)formazione delle menti obnubilate dalla propaganda (islamica e non islamica) e dalla fiacca compiacenza o dall’ignoranza crassa di molti responsabili o presunti tali del mondo religioso cattolico. È anche una guida per aiutare a conversare con i musulmani, quando le condizioni permettono di rivolgersi a delle persone libere dall’oppressione e dalla sorveglianza del loro ambiente (perché l’islam non è una religione come un’altra, ma “un sistema politico-religioso totalitario”). Si può solo augurargli la più grande diffusione. Inoltre, si nota immediatamente che, pur essendo denso e preciso,  è sempre espresso in un linguaggio chiaro, scevro da tergiversazioni. […] È evidente che l’autore ha realizzato un lavoro considerevole, e per di più estremamente accessibile grazie alla sua preoccupazione pedagogica. […]» (Bernard Dumont,Catholica No. 122, p.119).

Sia lodato «Gesù, il quale ci libera dall’ira che viene» (1 Ts 1.10)!

Abbé Guy PAGÈS

 Ed ecco la testimonianza di una lettrice francese:

«Buongiorno caro Padre, e, soprattutto, un grande grazie.
Il suo libro Interrogare l’islam, che ho letto e riletto nella sua ultima edizione, mi ha apportato molto di più di quanto cercassi, perché, mentre mi istruiva sulla fede dei musulmani, mi ha ancorato nella mia fede cristiana in un modo inatteso ed esaltante. Delle meraviglie sono alla mia portata, ed io non lo sapevo veramente.
Io, che avevo paura dell’islam, ora mi sento molto più forte di fronte a questa religione che ha esteso i suoi tentacoli nel nostro paese, e penso di essere meglio attrezzata per gli scambi sull’argomento sia con i musulmani che con i non musulmani.
La sua opera è pregevole, e vorrei tanto che fosse letta da milioni di Francesi.
Ho letto fin dalla sua pubblicazione il libro così edificante di Joseph Fadelle,Il prezzo da pagare. Le chiedo di trasmettergli, da parte mia, tutta la mia ammirazione per la sua fede illimitata, per il suo coraggio e per l’esempio che egli rappresenta per i tanti cristiani che come me sguazzano nella tiepidezza. Di più, egli ha dato alla Francia l’onore di accoglierlo ed io ne provo una certa fierezza.
Le assicuro le mie preghiere, per lei e per il suo bel lavoro di evangelizzazione. E. I.».

Fonte:  https://www.islam-et-verite.com/interroger-lislam-2/

https://booklaunch.io/interrogarelislam/58b827e8f96276fe67d0f8a9

Il libro è ora disponibile anche nella versione in italiano, scaricabile da diversi store online, tra cui i seguenti (su Google Play Store è visionabile un’ampia anteprima):

(Trad. it. a cura di Carmela Cossa)

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 Risuona con sempre maggiore urgenza l’appello lanciato già nel 2003 da san Giovanni Paolo II: «È necessario preparare adeguatamente i cristiani che vivono a quotidiano contatto con i musulmani [e chi non si riconosce oggi, poco o tanto, in tale situazione?] a conoscere in modo obiettivo l’Islam [in altri termini: la conoscenza dell’islam non sempre è oggettiva…] e a sapersi confrontare con esso» (Ecclesia in Europa, n. 57). Confrontarsi con l’islam? Il confronto, al quale il Papa esortava i cristiani a prepararsi, esige da parte loro non soltanto di conoscere bene l’islam, ma soprattutto di conoscere bene se stessi… È dunque ad una riappropriazione della loro identità che sono chiamati, in questi tempi di indifferentismo generalizzato e di apostasia silenziosa denunciati in quella medesima Esortazione apostolica (ibid. n.9).

Per rispondere a tale esigenza, l’abbé Guy Pagès, laureato in Teologia, sacerdote della diocesi di Parigi, dopo aver vissuto ed evangelizzato nella Repubblica islamica del Gibuti, ha scritto la presente opera, che, due anni dopo la sua pubblicazione, è già alla terza edizione, riveduta e aumentata. In essa si trovano esposti non solo numerosi elementi informativi riguardanti l’Islam, ma anche la coerenza della Fede cristiana. Il sottotitolo è dovuto al fatto che tutti i paragrafi di ciascun capitolo si concludono con almeno una domanda… Quest’opera si rivolge, pertanto, anche ai musulmani desiderosi di informarsi sul modo in cui la Fede cristiana guarda all’islam, dato che Allah stesso comanda loro: «E se dubiti a proposito di ciò che abbiamo fatto scendere su di te, interroga coloro che già prima recitavano le Scritture» (Corano 10.94).

«Il dialogo interreligioso e interculturale fra cristiani e musulmani non può ridursi ad una scelta stagionale. Esso è infatti una necessità vitale, da cui dipende in gran parte il nostro futuro» (Benedetto XVI, Colonia, 20 agosto 2005).

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0a026b0 Carmela Cossa a étudié la littérature moderne à l’université La Sapienza de Rome. Elle est titulaire d’une maîtrise en Philologie. Elle a été formée au Cours de Haute Formation en Traduction près de l’École Supérieure Gregoire VII de Rome, et à l’European School of Translation de Rome.
Elle a notamment traduit pour les Éditions Logos de Rome, en 1982, “Le déclin de la sagesse” de Gabriel Marcel. 

Notre livre est donc désormais disponible en italien à cette adresse.

Commentaires à propos de : INTERROGARE L’ISLAM, 1501 domande da porre ai musulmani..


Enguerran

Excellente chose que cette publication ! Que les papes, les cardinaux, les évêques, prêtres et fidèles italiens le lisent vite. Surtout le pape pour qu’il n’enseigne pas que l’islam, domaine où il n’a aucune autorité, est une religion de paix et de salut…

Des traductions en anglais (la langue véhiculaire mondial), en espagnol (pour relégitimer la reconquista), en polonais (encore un peu préservés de l’islamisation sans doute à cause de leur foi), en allemand (pour Mme Merkel et les évêques allemands) seraient nécessaires…

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